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| Psicosi Infezione in Germania. Cetrioli spagnoli con batterio mutato in forma letale. |
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E’ psicosi da Escherichia coli in Germania: si tratta un batterio presente nell’intestino dell’uomo che normalmente non dà problemi. Alcuni ceppi producono una tossina simile a quella del colera, provocando diarrea e disidratazione, e molto più raramente casi di sindrome emolitica-uremica, provocati dal ceppo enteroemorragico, che in Germania sembra abbia già portato alla morte tre persone e contagiato altre 400. Le autorità locali hanno confermato infatti il decesso di una donna di 83 anni della Bassa Sassonia, di una donna di 25 anni a Brema che avrebbe riscontrato gli stessi sintomi dell’infezione; e un caso di morte sospetta anche nello Schleswig-Holstein. Dove la situazione è particolarmente seria: secondo il ministero della Salute di Kiel, nel giro di un giorno il numero delle persone colpite dall’Ehec è raddoppiato. Gaetano Fara, professore emerito di Igiene alla Sapienza di Roma, spiega meglio cosa può essere successo: ”I casi di sindrome emolitica-uremica – precisa – sono piuttosto rari. In Italia ad esempio si sono verificati dopo che alcune persone avevano bevuto del latte crudo. E’ possibile che in Germania si sia selezionato un ceppo mutato, molto virulento, che si sta espandendo velocemente tramite alimenti contaminati diffusi tramite la grande distribuzione. E’ difficile che un’epidemia così vasta in città diverse si abbia per cibi locali o contatto interumano”. L’escherichia coli può provocare in alcuni casi infezioni del tratto urinario, meningite, peritonite, setticemia e polmonite. Alcuni ceppi producono tossine causa di diarrea, ‘‘quando – continua Fara – mangiamo alimenti con una carica batterica molto elevata. Si tratta di cibi conservati male, a base di latte, uova, creme o carni poco cotte”. Nel caso si contragga un ceppo di E. coli enteroemorragico (ehec) i sintomi sono crampi addominali e diarrea, spesso associata a sangue, febbre e vomito. L’ incubazione va da 3 a 8 giorni, con una media di 3-4 giorni. «È un tasso di infezione insolitamente elevato, che supera ogni confronto storico», ha riassunto il microbiologo Werner Solbach, della clinica universitaria dello Schleswig-Holstein. |
| Ultimo aggiornamento ( Lunedì 30 Maggio 2011 20:07 ) |








