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| Condotti studi sulle esperienze premorte |
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Esiste la necessità, di un largo e esaustivo studio che sia in grado di dirci se la mente è prodotta dal cervello o se è una entità separata. I ricercatori dell'Università di Southampton hanno appena pubblicato un articolo scientifico in cui vengono esposti i dettagli relativi ai loro studi sulle esperienze di pre-morte, studi che sembrerebbero supporre che la coscienza e la mente possano continuare ad esistere dopo che il cervello ha cessato di funzionare e il corpo è dichiarato clinicamente morto. Dacci il tuo parere su questo ed altri argomenti che troverai all'interno del nostro Forum di ufo, alieni, mondo del paranormale e misteri in generale Il gruppo di ricerca ha trascorso un anno studiando i casi di persone rianimate in seguito ad un arresto cardiaco nel General Hospital di Southampton. I pazienti oggetto dello studio erano stati tutti dichiarati, per periodi di tempo differenti, clinicamente morti in quanto privi di polso, con assenza di respirazione e pupille fisse e dilatate. Il Dott. Sam Parnia, co-autore dello studio, è uno dei quattro amministratori della Horizon Research Foundation. Egli afferma "Lo scopo della fondazione è duplice. In primo luogo, ci rivolgiamo sia alle figure professionali, sia a coloro che hanno indagato o cercheranno di approfondire le proprie ricerche, in modo da offrire una fonte divulgativa sulle esperienze e sulle questioni aperte concernenti la fine della vita. Pubblicheremo un pacchetto informativo e per un abbonamento di dieci sterline i sottoscrittori saranno tenuti aggiornati sugli ultimi sviluppi attraverso newsletter periodiche e attraverso il nostro sito web. Organizzeremo inoltre seminari e conferenze per informare gli interessati. Ogni sterlina guadagnata sarà utilizzata per svolgere ulteriori ricerche scientifiche sulla mente umana al termine della vita." Essi ricordano esperienze di pace e di gioia, una sensazione di tempo accelerato, sensi intensificati, perdita di consapevolezza del proprio corpo, la visione di una luce bianca, l'ingresso in un altro mondo, l'incontro con un essere mistico o con parenti defunti, e la sensazione di giungere in un punto di non ritorno. Questo fa sorgere la domanda su come questi pensieri lucidi possano accadere quando il cervello è clinicamente morto. Il Dott. Parnia, ricercatore associato della clinica universitaria e ufficiale civile, afferma: "Il punto principale delle esperienze di pre-morte risiede nella comprensione della relazione esistente tra cervello e mente; questo è rimasto un punto aperto nel dibattito contemporaneo che avviene in ambito filosofico, psicologico e neuroscientifico. A livello scientifico si conosce molto poco dell'esperienza soggettiva della morte, della natura della mente umana e del suo risultato durante la morte clinica. Questo campo sta assumendo notevole importanza nella medicina. Casi di esperienze pre-morte sono stati trovati in molte culture diverse e in diversi periodi storici; è stimato che circa il sei percento delle persone che hanno sofferto di un arresto cardiaco hanno provato tali esperienze. La prima è fisiologica; le allucinazioni che il paziente sperimenta sarebbero causate da una alterato stato chimico del cervello dovuto a trattamenti farmacologici, a carenza di ossigeno o cambiamenti dei livello di anidride carbonica. Una seconda spiegazione sostiene che le esperienze fuori dal corpo (N.d.T. OOBE out of body experience), esperienze vivide di tunnel, di luci o di parenti defunti sarebbero costruite dalla mente per facilitare il processo della morte. Il Dott. Parnia, aggiunge: "Le caratteristiche delle esperienze pre-morte di questo studio non sono assimilabili a confuse allucinazioni, in quanto sono altamente strutturate, con un impianto narrativo, facilmente ricordate e chiare." La terza possibile spiegazione è metafisica, le esperienze di pre-morte vengono viste come indice della continuazione della vita dopo la morte. Tutti e quattro i pazienti oggetto dello studio svolto a Southampton si sono dichiarati cristiani sebbene nessuno si è definito come praticante - uno ha detto di essere pagano - e nessuno ha visto figure di tipo religioso durante le proprie esperienze di pre-morte. Dott. Parnia, ha aggiunto: "Durante gli arresti cardiaci l'attività della radice cerebrale è persa rapidamente. Essa non dovrebbe essere in grado di sostenere dei processi lucidi o permettere la formazione di ricordi durevoli. Fonte mednat.org Dacci il tuo parere su questo ed altri argomenti che troverai all'interno del nostro Forum di ufo, alieni, mondo del paranormale e misteri in generale |
| Ultimo aggiornamento ( Venerdì 05 Marzo 2010 23:55 ) |



Durante gli arresti cardiaci l'attività della radice cerebrale è persa rapidamente. Essa non dovrebbe essere in grado di sostenere dei processi lucidi o permettere la formazione di ricordi durevoli.




