
La contaminazione radioattiva fa sempre più paura. Il ministero della salute del Giappone ha reso noto che in alcuni campioni di pesce pescato al largo prefettura di Fukushima e 11 tipi di verdure coltivate nella prefettura è sono stati trovati livelli di radioattività sopra i limiti legali. Il ministero dice che ha trovato 12.500 becquerel per chilogrammo di cesio radioattivo, 25 volte sopra il limite, in piccoli pesci chiamati sand lances catturati ieri al largo della città di Iwaki, a sud della centrale nucleare di Fukushima Daiichi.
Nei pesci è stata riscontrata una contaminazione anche di 12.000 becquerel di iodio radioattivo, 6 volte il limite consentito. Nella stessa area esemplari di questa specie di pesci, molto pescata e venduta, erano già stati contaminar ti da cesio e iodio radioattivi il 7 aprile e sand lances contaminati sono stati pescati anche nella prefettura di Ibaraki, a sud di Fukushima.
Sembra incredibile, ma solo ieri il governo ha vietato la commercializzazione di alcuni funghi shiitake, coltivati all'aperto nell'area orientale della prefettura di Fukushima, dopo aver rilevato radioattività al di sopra del limite legale.
Le previsioni a lungo termine prevedono un ripiegamento verso sud, dopo che le acque contaminate avranno incontrato una corrente al lago a 100 Km dalla centrale, per poi ripassare ad est con un rapido movimento, raggiungendo la prefettura di Ibakari in circa un mese, naturalmente con una radioattività molto diluita. Il ministero ha detto che la concentrazione di sostanze radioattive in mare potrebbe diminuire gradualmente e prevede di rafforzare i controlli del movimento di sostanze radioattive nelle acque circostanti Fukushima Daiichi prima di rilasciare altri dati e proiezioni.
Intanto a Fukushima Daiichi i « liquidatori » della Tepco continuano a scaricare acqua contaminata in mare per tentare di riparare il sistema di raffreddamento e per abbassare il livello delle acque altamente contaminate che si trovano in un tunnel/trincea.
L'allarme sulla contaminazione riguarda non solo i cibi, ma tutte le merci provenienti dal Giappone. Il ministero dei trasporti di Tokyo sta cercando di rassicurare gli armatori stranieri riguardo alla sicurezza delle esportazioni giapponesi. Sul suo sito web ci sono comunicati in inglese, cinese e coreano che dicono che i livelli delle radiazioni nella Tokyo Bay, compresi i porti di Tokyo e Yokohama, sono sicuri.
A marzo la Cina ha impedito ad una nave porta-container giapponese di scaricare in uno dei suoi porti, dopo che erano stati rilevati alti livelli di radioattività nelle merci trasportate. Più di 10 navi straniere hanno cancellato il loro scalo a Tokyo Bay.
La situazione sta peggiorando e il ministero ha quindi deciso di misurare i livelli di radiazione dei container pronti per l'esportazione e munirli tutti di un certificato di sicurezza, inoltre, a richiesta, il ministero effettuerà misurazioni delle radiazioni nelle compagnie di spedizione. Il problema è che il tempo stringe, le merci rischiano di accatastarsi nei porti giapponesi... e le linee guida per la valutazione delle radiazioni e il rilascio dei certificati sono ancora da completare.
La Nuclear and industrial safety agency (Nisa) del governo giapponese ha detto ieri che «Bisognerà rivedere le misure di sicurezza delle centrali nucleari in tutto il Giappone». I giapponesi sono allarmati dopo aver scoperto che una delle scosse di assestamento del terremoto dell'11 marzo era più forte del livello di sicurezza e delle misure antisismiche previsti per la centrale nucleare di Onagawa, nella prefettura di Miyagi, nel Giappone nord-orientale.
Fonte: Greenreport |