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| Previsioni per il 2012: verso un nuovo ordine sociale (seconda parte) |
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Ecco la seconda parte dell'articolo "Previsioni per il 2012: verso un nuovo ordine sociale". Abbiamo visto nella prima parte che la crisi mondiale è stata preparata a tavolino da un'élite di banchieri. L'autore dell'articolo non l'ha detto ma quest'élite è il gruppo meglio noto con il nome di Massoneria, che la maggior parte dei lettori di questo sito conoscerà perfettamente. Vi lascio alla seconda parte, buona lettura. Per eventuali discussioni vi rimando al forum. “La Guerra al Terrorismo” – Preparare la via alla transizione La cosiddetta “Guerra al terrorismo” si divide in due parti. La prima parte è un pretesto per l’abuso arbitrario dei diritti dei cittadini, in qualsiasi istante in cui la Sicurezza Nazionale sostenga che per ragioni di sicurezza un’azione sia necessaria. La seconda parte è un pretesto per l’aggressione militare statunitense in qualsiasi parte del mondo, ogni qualvolta la Casa Bianca pretenda che Al-Qa?ida sia attiva in quel luogo.
Qui sopra ho enfatizzato la parola “pretenda”, perché il pretesto del terrorismo viene usato per giustificare poteri arbitrari, a livello sia interno sia globale. Nessun tipo di prova concreta deve essere presentata al Congresso, né all’ONU né a nessun altro, prima che una nazione sia invasa, qualcuno sia rapito e torturato in quanto “sospetto terrorista”, o prima che qualche nuova misura di sicurezza venga applicata. Quando il Potere è arbitrario, a quel punto, non stiamo più vivendo sotto il governo della Legge, né internamente né globalmente. Stiamo vivendo sotto il dominio dell’uomo, come uno si attenderebbe in una dittatura o in un arcaico regno o impero.
Parte Prima: Preparare la via per un nuovo ordine sociale In un senso molto autentico, il pretesto del terrorismo viene usato per disfare tutto ciò che l’Illuminismo e le rivoluzioni repubblicane hanno costruito due secoli fa. Il nucleo vero del Bill of Rights – il giusto processo - è stato abbandonato. I gulag, i campi di concentramento, gli arresti segreti di notte - ciò che abbiamo sempre associato alle dittature fasciste e comuniste - ora funzionano sotto la giurisdizione statunitense e vengono pubblicamente giustificate dallo stesso presidente. Esiste veramente una minaccia terroristica alla nazione, e queste misure sono una risposta sensibile a tale minaccia? La gente è fortemente divisa nelle risposte a tali domande. Sono venute alla luce abbastanza prove concrete, inclusi legami tra agenzie di spionaggio, e a mio avviso i più drammatici eventi “terroristici” negli Stati Uniti, in Gran Bretagna ed Europa sono stati operazioni coperte false flag [“sotto falsa bandiera” n.d.t.]. Da una prospettiva storica questo non sarebbe assolutamente sorprendente. Tali operazioni sono state pratica corrente - modus operandi - in molte nazioni solo che, generalmente, non ne abbiamo le prove fino a molti anni dopo. Per esempio, ogni guerra in cui hanno partecipato gli Stati Uniti ha avuto il suo specifico fasullo “Incidente del Golfo del Tonchino” o il suo inganno sulle armi di distruzione di massa, in una forma o in un’altra. È una formula che funziona. Mobilitazione istantanea dell’opinione pubblica, approvazione immediata senza dibattito di risoluzioni e leggi autorizzative. Perché la Guerra al Terrorismo dovrebbe esser in qualche modo diversa? Riguardo al movente: mentre i musulmani, come conseguenza di tutti questi drammatici eventi hanno solo sofferto, la nostra élite di banchieri è stata capace di creare un’infrastruttura di “stato di polizia” che può essere usata per affrontare qualsiasi prevedibile resistenza della popolazione o caos civico che possa insorgere mentre essi preparano la via del loro futuro post-capitalista. Con il crollo, i piani di salvataggio e il fallimento totale nel raggiungere qualsiasi tipo di effettiva strategia di ripresa, i segnali sono molto chiari: al sistema sarà permesso di crollare totalmente, ripulendo quindi il suolo per una “soluzione” pre architettata. Ground Zero può essere vista come una metafora, con l’economia capitalista come le Torri Gemelle. Mentre i derivati tossici illustrano il fatto che il collasso sia in realtà una demolizione controllata. A me pare inevitabile, dati i molti segnali, che la legge marziale sarà parte del processo di transizione, presumibilmente per affrontare i problemi del collasso economico. Magari un crollo nella catena dell’offerta alimentare dovuto a un crollo nella catena d’offerta dell’energia. Le risposte d’emergenza degli Stati Uniti a New Orleans e poi ad Haiti ci offrono ulteriori segnali, vere e proprie sperimentazioni, del tipo di “risposta d’emergenza” che possiamo aspettarci. Prima e innanzitutto viene la sicurezza delle forze d’occupazione. Quelli che soffrono durante un’emergenza vengono trattati più come ribelli che come vittime bisognose di soccorsi. Nel caso di Haiti, la risposta degli Stati Uniti può solamente essere descritta come un progetto di genocidio intenzionale. Quando la gente è bloccata sotto le macerie durante un terremoto, le prime 48-72 ore sono assolutamente cruciali, per quanto riguarda i tassi di sopravvivenza. Quando i militari USA hanno sistematicamente bloccato gli aiuti entranti in quelli ore cruciali, rimandando indietro medici e squadre di pronto soccorso, hanno anche determinato il destino di migliaia di persone che potevano essere salvate. Si possono immaginare parecchi scenari da incubo, dati tutti questi vari segnali, questi sinistri segnali. La Prima e la Seconda Guerra Mondiale sono incubi realmente avvenuti, con milioni di morti, e queste stesse dinastie di banchieri hanno orchestrato tali scenari e coperto le tracce. Dobbiamo anche tenere in mente la Dottrina dello Shock”, dove la catastrofe è vista come un’opportunità – quando «possono essere fatte cose che in altri modi non sarebbero mai realizzabili.» Stiamo ancora venendo colpiti dalle onde d’urto emesse l’11 Settembre e di nuovo quando il sistema finanziario è collassato. Ma il vero grande urto, il collasso generale della società, deve ancora giungere. L’ultima versione della “Dottrina dello Shock” suona così: «se il collasso è totale, qualsiasi dannata cosa vogliamo ottenere possiamo ottenerla.» Non mi azzarderò a indovinare in che modo questo processo di transizione avrà luogo, ma mi aspetto un incubo di un genere o di un altro. La crescente popolazione di disoccupati sta già vivendo un incubo, secondo qualunque standard di civilizzazione. Un giorno vivi in una casa il cui valore continua a crescere, fai il pendolare per un buon lavoro e il giorno dopo ti trovi per strada con tutta la famiglia. Questo è un incubo. L’epoca della transizione sarà un’era difficile, ma sarà una transizione, sarà temporanea, come una guerra. E come una guerra, permetterà la ricostruzione sociale ed economica nel dopoguerra. Osservate come il Giappone e la Germania siano state trasformati politicamente e socialmente dal processo di ricostruzione postbellico. Quelli furono esercizi d’ingegneria sociale, come lo furono le trasformazioni precedenti sotto Mussolini e Hitler. Nonostante i risultati fossero piuttosto diversi, in tutti i casi il tracollo totale è stato il preambolo per la ricostruzione. Il collasso totale dell’economia capitalista è semplicemente l’applicazione di una formula collaudata. La seconda parte della formula sarà un qualche nuovo ordine sociale o chissà qualche vecchio ordine sociale o una miscela dei due. Qualcosa di adatto a un’economia di non-crescita e controllo. Questa è la parte prima della Guerra al Terrorismo: ha permesso la creazione delle infrastrutture dello Stato di polizia necessario ad affrontare il collasso della società e a fornire la sicurezza per il processo di ricostruzione.
Parte Seconda: Preparare la via alla dominazione globale La parte seconda della Guerra al Terrorismo riguarda le dimensioni geopolitiche di un’economia globale basata sulla non-crescita. Prima suggerivo che la geopolitica è diversa nel capitalismo rispetto a quel che era sotto le monarchie sovrane. L’intera dinamica era diversa, e i risultati erano misurati su una scala differente. Analogamente, molte cose si sposteranno da un capitalismo caotico e orientato alla crescita verso un regime economico centralizzato e micro-amministrato. Considerate, per esempio, l’importanza del controllo delle riserve di petrolio. In un’economia di crescita, i profitti erano il premio, e controllare i mercati e i canali di distribuzione equivaleva a una mano vincente al gioco. I dittatori locali potevano amministrare le cose a loro comodo e prendere la loro fetta dei profitti del petrolio, finché onoravano i loro contratti con le major petrolifere, liete di vendere al maggior offerente. In un’economia di non-crescita, focalizzata sul controllo diretto sull’offerta e la distribuzione delle risorse, diventa necessario proteggere, nel senso militare, le fonti del petrolio e le vie per la sua distribuzione. Non è più sufficiente generare semplicemente un profitto da operazioni disordinate. Mettere in sicurezza le fonti e allocare direttamente la distribuzione è la base per la micro-gestione dell’economia della non-crescita. Questo vale anche per altre fonti critiche, come l’uranio e i minerali rari necessari alla “Difesa” e alle industrie elettroniche. Infatti, siamo nel mezzo di una guerra “afferra-risorse”, con la Cina e la Russia che firmano accordi energetici a lungo termine con l’Iran ed il Venezuela, con la Cina che compra terreni agricoli in Africa, e Washington che stringe accordi a lungo termine per i biocarburanti brasiliani e cosi molti altri esempi. In molti sensi, l’imperialismo sta ritornando ai tempi coloniali, quando, anziché il modello capitalista, il modello era la diretta amministrazione: trarre profitto da investimenti aziendali sotto dittatori che opprimono le loro popolazioni. Vi è una regressione naturale alle dinamiche “dei buon vecchi giorni dell’Impero” quando le Grandi Potenze d’Europa concentravano le loro attività economiche entro le loro sfere esclusive d’influenza. Tutti sanno che i limiti delle risorse globali stanno per essere raggiunti, in parte per via delle pressioni della popolazione, in parte a cauda delle pratiche di sfruttamento delle risorse. Per questa sola ragione, abbiamo la parte pacifica della guerra “afferra-risorse”. In Iraq, Afghanistan, e ora in Pachistan e nello Yemen, gli USA, con l’appoggio della NATO, stanno giocando una mano alquanto non-pacifica nella Guerra “afferra-risorse.” E’ la mano di un bullo, «Ho la pistola più grande e perciò prenderò ciò che voglio». Queste azioni aggressive sono molto provocatorie nei confronti di Russia e Cina e minacciano i loro vitali interessi economici. Un attacco all’Iran sarebbe ben oltre una provocazione, sarebbe uno schiaffo in faccia, una sfida: «Combatti ora o rassegnati ad essere sottomesso pezzo a pezzo». Oltre a tutto questo accaparramento del petrolio, gli Stati Uniti stanno circondando Russia e Cina con basi militari e hanno recentemente accelerato le installazioni di sistemi anti-missile lungo i loro confini, nonostante le forti obiezioni di Russia e Cina. Gli USA stanno intenzionalmente provocando e minacciano interessi vitali di questi potenziali avversari. In risposta si stanno formando delle alleanze, su una base bilaterale e nella forma dello SCO (Shanghai Cooperation Organization). La Cina e la Russia sono molto vicine nella loro cooperazione militare e nel condividere le tecnologie. Il loro piano strategico è basato sull’aspettativa di un attacco statunitense e la loro risposta strategica si basa sul principio della guerra asimmetrica. Per esempio, un missile da un milione di dollari capace di distruggere una portaerei di svariati miliardi di dollari. O magari una manciata di missili capaci di disattivare i sistemi satellitari di comando e controllo del Pentagono. Nel contempo, gli Stati Uniti stanno spendendo somme astronomiche per sviluppare una capacità di primo colpo, con sistemi d’armi basati nello Spazio, capacità di controllo del teatro di guerra, armi nucleari “tattiche” a proiezione avanzata. I nuovi sistemi anti-missile sono una parte importante della strategia di “primo colpo”, volta a ridurre la capacità vendicativa di Russia e Cina. Questi sistemi sono più che semplicemente provocatori. Sono l’equivalente moderno dell’avanzare le tue truppe fino al confine del tuo avversario. Se vi è uno scambio nucleare tra le maggiori potenze, gli storici citeranno tutte le cose che ho richiamato come “i chiari segnali” che la guerra si preannunciava. Paragonabile allo scenario precedente la Prima Guerra Mondiale quando la Germania stava economicamente eclissando la Gran Bretagna, così come la Cina sta eclissando gli USA adesso. In entrambi i casi, “un disperato tentativo di mantenere l’egemonia” sarebbe visto come la causa della guerra. Potrebbe esserci o non esserci una Terza Guerra Mondiale, ma tutti questi preparativi mostrano chiaramente che la nostra élite di banchieri intende essere a capo diun sistema globale, in un modo o nell’altro. Se avessero voluto un accordo pacifico, una divisione della fetta di torta del terzo mondo, per così dire, si sarebbe potuto stipulare in qualsiasi momento, insieme al sostanziale disarmo nucleare. La Cina e la Russia vorrebbero vedere uno mondo stabile e multi-polare; è solo la nostra élite di banchieri che è ossessionata con la dominazione mondiale. È possibile che la guerra nucleare sia un “risultato voluto”, per conseguire lo spopolamento e permettere un collasso ancora più totale. O forse a Cina e Russia verrà fatta un’offerta che non potranno rifiutare: «cedere la vostra sovranità economica al nostro sistema globale o affrontatene le conseguenze». In un modo o nell’altro, l’élite dei banchieri, i padroni dell’universo, intende presiedere un sistema globale micro amministrato. Il progetto del collasso è oramai in fase avanzata e il progetto “circonda il tuo nemico” sembra più o meno completo. Da una prospettiva strategica vi sarà un punto d’innesco, uno stadio nello scenario del collasso economico quando il confronto geopolitico verrà giudicato essere più vantaggioso. È una scacchiera multi-dimensionale, e con una posta in palio cosi alta, si può esser certi che il tempismo delle varie mosse sarà attentamente coordinato. E dalla forma complessiva della scacchiera, sembra che ci avviciniamo alla fine del gioco.
Ecco la terza parte. |
| Ultimo aggiornamento ( Martedì 22 Giugno 2010 20:35 ) |








